Terremoto in Italia Centrale

L’associazione Movimento Tellurico esprime profondo cordoglio per le vittime del nuovo terremoto che ha colpito l’Italia centrale.

Le conseguenze di terremoti, sismi e calamità naturali sono tristemente prevedibili in questo paese: per questo Movimento Tellurico si batte da anni per un’opera diffusa di prevenzione totale e di spostamento di risorse da inutili opere megagalattiche, come il ponte sullo Stretto di Messina, verso la prevenzione antisismica e una cultura dell’ecologia e della solidarietà, di cui questo paese ha molto più bisogno.

Speriamo che questa nuova tremenda lezione faccia capire a tutti l’importanza di muoverci e di non restare arretrati su questi temi.

Solidarietà alle vittime. E ora rimbocchiamoci le maniche e mettiamoci al lavoro.

Enrico Sgarella
Presidente APS Movimento Tellurico – trekking ecologia e solidarietà

 

Clicca qui per firmare la nostra petizione:
Terremoto: NO Ponte sullo stretto, i soldi siano destinati alla prevenzione antisismica

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Appello per la Lunga Marcia per L’Aquila 2016

Quinta edizione – 25 giugno – 8 luglio 2016
Da San Giuliano di Puglia a L’Aquila

Parco della Memoria di San Giuliano di Puglia (dai sopralluoghi di gennaio 2016)
Parco della Memoria di San Giuliano di Puglia (sopralluogo gennaio 2016)

Ricostruzione, prevenzione e messa in sicurezza del territorio
sono l’unica e vera grande opera per tutto il Paese.

L’Aquila è ormai giunta al settimo anniversario del sisma del 6 aprile 2009.
Se le periferie sono in gran parte ricostruite (all’85%) il centro storico, nella sua immota distruzione, rimane il simbolo di una ricostruzione lunga, difficile e ancora da progettare in particolare per quanto riguarda il restituire alla città la sua anima di prima.
Se qualche edificio pubblico e diverse chiese (di recente la basilica di San Bernardino) sono stati ricostruiti, se in alcuni palazzi sul Corso sono state riaperte le attività commerciali, la quasi totalità dei quarti privati è ancora in attesa, con i portoni a volte sprangati, a volte aperti allo sciacallaggio.
E come avevamo scritto fin dalla prima Lunga Marcia nel 2012, più passa il tempo e più insieme alle mura restano sgretolati i rapporti umani, le relazioni, gli affetti: tutto quello che, insieme alla condivisione degli stessi spazi che hanno il sapore della storia, costituisce una città.

Siamo tornati a L’Aquila ogni anno per capire quali fossero le criticità più sentite sulle quali attirare l’attenzione per mezzo della nostra iniziativa. Quest’anno abbiamo trovato una città che con fatica tenta di averla vinta sui numerosi ostacoli che si frappongono alla ricostruzione. Abbiamo saputo che ancora oggi, a distanza di sette anni dal sisma, nessuna scuola è potuta ritornare a casa, nella propria sede deputata: tutte le scuole aquilane sono ancora costrette a esercitare il proprio magistero in sedi provvisorie, là dove il terremoto le aveva costrette a traslocare. Alcuni bambini hanno iniziato e completato il proprio corso di studi elementari in tali luoghi senza aver mai potuto sapere cosa sia una “vera” scuola.

La Lunga Marcia 2016 partirà da San Giuliano di Puglia, in Molise, in ricordo del tragico crollo, addebitabile al mancato rispetto delle normative antisismiche, della scuola elementare del paese: l’unico edificio a causare vittime, 27 bambini e una maestra, in occasione del terremoto molisano del 2002. Con i nostri passi congiungeremo idealmente la storia di San Giuliano con quella del capoluogo abruzzese, per sottolineare la necessità di avviare una campagna nazionale di messa in sicurezza antisismica degli edifici più vecchi e non edificati secondo le moderne regole di sicurezza, a cominciare dalle scuole e dagli altri edifici pubblici.

Questa è la vera Grande Opera di cui ha bisogno l’Italia!

L’Aquila, partendo dalla propria esperienza, può diventare il centro motore di questo progetto. Una Grande Opera che metta in moto migliaia di iniziative, che favorisca l’apertura di migliaia di cantieri, con il relativo indotto economico a beneficio di tutti i cittadini e non solo per i pochi centri di potere interessati a sedicenti Grandi Opere che di grande hanno solo l’appetito speculativo che risvegliano.

A TALE SCOPO RIVOLGIAMO UN APPELLO

alle associazioni e organizzazioni, agli enti locali territoriali e alle singole persone affinché diano la loro adesione e il loro sostegno a questa grande camminata solidale, la Lunga Marcia per L’Aquila 2016 da San Giuliano di Puglia a L’Aquila per chiedere:

  • Che, nell’alveo di una più vasta iniziativa pubblica per la prevenzione e la messa in sicurezza del territorio dai disastri ambientali sia avviata una campagna nazionale per la messa in sicurezza antisismica a cominciare da scuole ed edifici pubblici ed incentivata quella privata con una legge ordinaria che preveda la totale detraibilità fiscale degli interventi realizzati a tal fine nonché forme di accesso agevola¬to al credito tramite malleva pubblica.
  • Che sia contestualmente avviata una campagna a livello nazionale per la diffusione della cultura e delle pratiche di prevenzione antisismica nell’ottica della tutela delle relazioni umane e della resilienza con il coinvolgimento e partecipazione delle comunità locali in tutte le forme organizzative e che sottolinei l’importanza delle specificità dell’ambiente e del territorio.
  • Che a L’Aquila siano finalmente riaperte le scuole nelle loro sedi deputate, completando il lavori di ripristino e messa in sicurezza antisismica con immediato stanziamento dei fondi più volte promessi e mai effettivamente stanziati a tale scopo.

La nostra associazione Movimento Tellurico – trekking, ecologia e solidarietà ha come scopo statutario quello di promuovere attraverso la pratica dell’escursionismo la conoscenza del territorio, tanto dal punto ambientale che da quello storico e antropologico, nonché la sua cura e tutela attraverso la divulgazione nei luoghi che attraversiamo e fra le comunità che incontriamo della conoscenza delle buone pratiche ecologiche di prevenzione dal dissesto idrogeologico e di prevenzione antisismica.

Invitiamo perciò tutti i soggetti interessati a inviare all’indirizzo email movimentotellurico@gmail.com la seguente  DICHIARAZIONE DI ADESIONE:

Preso atto dell’appello per La Lunga Marcia per L’Aquila 2016, dichiaro di voler aderire al Comitato Organizzativo della Lunga Marcia per L’Aquila 2016.

Ente, Associazione: _______________________________________________________________________________

Recapito , email, telefono ________________________________________________________________________

13 gennaio 1915/2015: Centenario del terremoto della Marsica

Oggi è il centenario del secondo terremoto più devastante in Italia, quello della Marsica del 13 gennaio 1915. 30.000 morti, ricostruzione misera e stentata, anche per il rifiuto di accettare gli aiuti stranieri (l’Italia stava cambiando casacca per entrare in guerra al fianco della Francia, il terremoto ritardò di quattro mesi l’entrata in guerra). I giovani arruolati, le donne e i vecchi sopravvissuti nelle baracche, Avezzano ripopolata con gli sfollati di tutta Italia, anche di Caporetto…

Di tutto questo non c’è quasi traccia nella stampa nazionale, e solo qualche articolo nella stampa locale (mentre viene ricordato il terremoto di Haiti di 5 anni fa)…

Siamo a posto? Non corriamo nessun rischio in caso di un nuovo terremoto? Non abbiamo nulla da temere? Sono stati fatti interventi di messa in sicurezza antisismica di case, scuole e monumenti (ove possibile, naturalmente)? Non si direbbe. Eppure il 70% del territorio nazionale è a rischio sismico.

La vera GRANDE OPERA che serve al paese è la messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico (i morti di questo ultimo autunno per le frane e le alluvioni sono appena dietro l’angolo) e la messa in sicurezza antisismica degli edifici non costruiti con i moderni criteri di resistenza, a cominciare da scuole e monumenti, con possibilità dei privati di detrarre al 100% dalle tasse le spese effettuate a tale scopo e, per chi non dispone dei mezzi finanziari, accesso al credito agevolato tramite garanzia pubblica (è già stato fatto in Umbria con una convenzione fra la Cassa di Risparmio di Perugia e gli abitanti di Spina (comune di Marsciano) danneggiati dal terremoto del dicembre del 2009 con manleva della Regione Umbria). Questa sarebbe davvero una grande opera che permetterebbe l’apertura di migliaia di cantieri in tutto il territorio italiano, con una buona crescita diffusa, fatta nell’interesse di tutti e non degli interessi speculativi del capitalismo vorace, quando non della malavita organizzata.

Movimento Tellurico, trekking ecologia e solidarietà.
movimentotellurico@gmail.com

Leggi l’articolo: Marsica, 13 gennaio 1915. Ore 7:53, Magnitudo 7, 30.000 morti pubblicato su 6aprile.it con video e immagini dell’epoca.

***

Note sulla fotografia pubblicata su questa pagina, tratta da un album pubblicato da Flavio Bruni su facebook:

Guardai Avezzano e credetti di essere vittima di un orrendo sogno: il castello, gli stabilimenti dagli alti fumaioli, la chiesa dell’artistico e agile campanile, tutto era scomparso. Avezzano era scomparsa e al suo posto non si scorgevano che pochi muri.

Molte delle foto riprodotte in questo album furono scattate poche ore dopo la catastrofe del 13 gennaio 1915 da un ammiraglio dell’aviazione degli Stati Uniti d’America, Lansing Callan. Sono immagini inedite per l’Italia, scovate da Ernesto Salvi, avezzanese che da oltre dieci anni risiede e lavora a Vancouver, in Canada. Le foto possono essere mostrate grazie alla sua caparbietà e a quella di Paolo Lo Russo e Angelo Innocenzi, due persone che come Salvi tengono viva la memoria. Le foto furono donate dai discendenti dell’ammiraglio Callan, nel maggio del 1976, all’Usgs (Us Geological Survey).

Mettiamoci una pezza… anche nel 2014

Si avvicina il quinto anniversario del terremoto che il 6 aprile 2009 devastò L’Aquila e numerosi comuni limitrofi, e anche quest’anno l’associazione culturale aquilana Animaimmersa rilancia l’iniziativa Mettiamoci una pezza, per rivestire edifici e monumenti del centro storico della città con pezze colorate (lavorate ai ferri o all’uncinetto) e inviare così un messaggio di denuncia sulla mancanza di una seria politica di tutela e prevenzione delle catastrofi ambientali a livello nazionale.

Già nel 2012 e nel 2013 sono state inviate per posta a L’Aquila migliaia di pezze cucite a mano dai quattro angoli del mondo. Le pezze sono poi state assemblate per rivestire diversi edifici e luoghi simbolo della zona rossa della città, per “mettere una pezza” sul vuoto e sul grigio lasciato dall’abbandono, e l’anno scorso l’iniziativa ha raggiunto anche l’Emilia colpita dal sisma del 2012.

Il prossimo 6 aprile, a 5 anni dal sisma, Piazza Duomo sarà simbolicamente avvolta in una ragnatela rossa formata da fili e catenelle di lana e cotone che rappresenteranno l’immobilismo che paralizza non solo L’Aquila e l’Emilia, ma tutti i luoghi terremotati e a rischio sismico, intrappolati in un paese che cade a pezzi.

La realizzazione di questo allestimento è aperta a tutti – recita la nota dell’associazione Animammersa – perché, come sempre, sentiamo la necessità di condividere quel senso di rabbia, di denuncia e di unione che sono caratteristica delle nostre azioni e di cui Animammersa vuole rendere protagonista l’Italia tutta”.

Sosteniamo l’iniziativa e le sue finalità (anche la Lunga Marcia per L’Aquila percorse i suoi primi passi proprio nel 2012 per richiamare l’attenzione sui medesimi temi) e invitiamo tutti i nostri amici a fare altrettanto: per aderire al progetto e inviare le vostre catenelle lavorate, o anche semplicemente donare gomitoli di colore rosso, basta seguire le semplicissime indicazioni presenti sul sito dell’iniziativa.

Qui invece la pagina facebook di Mettiamoci una pezza.

mettiamoci_una_pezza_2014

Importante dichiarazione di Gabrielli, Protezione Civile

GABRIELLI, «STOP COSTRUZIONI PER 10 ANNI, PRIORITÀ A MESSA IN SICUREZZA»

Franco-GabrielliFranco Gabrielli, Protezione Civile: «Fermare le costruzioni per 10 anni e investire tutto in messa in sicurezza». Spendiamo ogni anno 2,6 miliardi per riparare i danni provocati dalle catastrofi.

«Io sono come un medico, mandato al fronte ad una guerra che non ho fatto io e al quale chiedono di curare gambe amputate, braccia ustionate e mani dilaniate con grandi paccate di aspirina. Ed invece servirebbero farmaci e strumenti ben più potenti». Il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, di ritorno dall’ennesimo sopralluogo nelle zone colpite da una qualche calamità che ciclicamente si abbatte sul nostro paese, torna a ribadire che solo un serio programma di messa in sicurezza del territorio può evitare che l’Italia cada in pezzi. «Altrimenti – va ripetendo da anni – continueremo a raccattare e contare morti in giro».

La proposta che il prefetto rilancia è semplice: uno stop alle nuove costruzioni per 10 anni, in modo da “investire tutto quello che c’è sulla messa in sicurezza del territorio”. “Se il paese scegliesse di non fare nuove cose, ma di mettere in sicurezza quelle che ci sono, salvaguarderebbe quel patrimonio unico al mondo che sono il nostro territorio, le nostre comunità, i nostri abitanti e che, invece, in questa condizione di generale abbandono è messo in pericolo”. Crede che sia possibile? “Credo sia molto difficile riuscire in un paese diviso come il nostro, dove ognuno guarda al proprio particolare, ma dobbiamo provarci. Anche perché – risponde – abbiamo un grosso problema: abbiamo fatto in passato un uso smisurato del suolo e ora ne paghiamo le conseguenze. Si è costruito laddove non si doveva costruire e lo Stato, in molte occasioni, per far cassa ha condonato”.

Sono decenni che si parla di messa in sicurezza, ma poi al dunque si fa poco e nulla. “Il problema dei problemi è proprio questo: noi parliamo e ci parliamo addosso. Queste cose le ho dette decine di volte e dunque o sono ripetitivo fino alla noia, oppure alle cose non si è dato seguito”. D’altronde, sottolinea Gabrielli, “il professor Casagli del centro funzionale di Firenze, ricordava che lo studio dell’Ispra secondo il quale occorrerebbero 40 miliardi in 15 anni per la messa in sicurezza, rivaluta il ‘piano Marchi’, fatto 40 anni fa. E’ evidente che non è cambiato nulla, con l’aggravante che si tratta di cifre in difetto”.

E sono aumentati anche gli insediamenti, molto spesso senza infrastrutture e servizi adeguati. “Ci dimentichiamo spesso – dice ancora il capo della Protezione Civile – che siamo un paese a fortissimo rischio sismico. Bene, l’ordine degli ingegneri ha stimato che servirebbero 93 miliardi per la sola messa in sicurezza dei comuni nelle zone 1 e 2, le più a rischio. Significa 3.500 comuni su oltre ottomila”.

Tra l’altro, in Italia si spendono ogni anno 2,6 miliardi per riparare i danni provocati dalle catastrofi. Dunque più di quello che servirebbe per interventi di messa in sicurezza.

“Farlo sarebbe un assoluto vantaggio – sottolinea Gabrielli – perché tutte le risorse che vengono investite per la prevenzione, non vengono rispese per i danni. E la prova è che dove gli interventi sono stati fatti, dal Friuli alla Toscana e anche in Liguria, le opere hanno retto”.

L’altro tema non più rinviabile è quello dell’assicurazione obbligatoria contro le calamità naturali. Lei lo ha ripetuto più volte, crede sia ancora questa la strada da percorrere? “Le calamità aumentano, la frequenza dei danni aumenta e la possibilità d’intervento dello Stato diminuisce. Questi sono dati di fatto. Se non vogliamo continuare a trovarci di fronte ad alluvioni o terremoti di serie A, B e C, che è quel che accade oggi, l’unica soluzione è quella, magari prevedendo delle forme di defiscalizzazione per i cittadini. Meccanismi che non facciano arricchire le assicurazioni e garantiscano i cittadini. Altrimenti – conclude – si acuirà la tensione sociale”.

Incontro pubblico domani a Visso (MC)

Lunga Marcia per L’Aquila vi invita all’incontro pubblico Sono più forte del terremoto: storie della ricostruzione vissana, che si terrà domani alle 18:00 in Piazza del Forno a Visso (MC) in concomitanza con il passaggio dei marciatori in cammino dall’Emilia: parleremo di ricostruzione e prevenzione antisismica con la cittadinanza colpita dal sisma del 1997.

9 giugno 2013: Incontro con il Sindaco di Foligno

Domenica 9 giugno la Lunga Marcia per L’Aquila ha fatto tappa a Foligno, dove è stata ricevuta dal Sindaco della città che ha amichevolmente accolto la delegazione.

Visita della città e dei lavori di ricostruzione, quasi completati a distanza di 15 anni dal terremoto del 1997, guidati da Omero Savina.
In serata accoglienza presso la frazione di Capodacqua, ospiti della Fie Valle Umbra.

7 giugno 2013: Evento di incontro a Perugia

Evento di incontro a Perugia, nei locali della Torre presso il Bosco didattico di Ponte Felcino, alla presenza del vicesindaco di Perugia e del comitato per la ricostruzione di Spina (frazione del comuneu di Marsciano).

Nel corso dell’incontro è stato proiettato il documentario “Non chiamarmi terremoto” del progettro Edurisk promosso dalla Protezione Civile.

Di seguito il servizio di Marsciano7 sul passaggio della Lunga Marcia per L’Aquila a Spina:

Ermete Realacci porterà in Parlamento le nostre istanze

Siamo lieti di poter pubblicare la lettera inviata da Enrico Sgarella, presidente dell’associazione Movimento Tellurico, promotrice della Lunga Marcia per L’Aquila, a Ermete Realacci, attuale Presidente della Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati, seguita dalla gradita risposta ricevuta oggi dall’On. Realacci.

Caro Ermete, buongiorno.

Come ti avrà anticipato Vittorio, siamo in marcia (già dal 25 maggio) per raggiungere L’Aquila partendo da Novi di Modena.La camminata solidale vuole idealmente unire con una lunga sequenza di passi i luoghi dell’ultimo terremoto, quello dell’Emilia dell’anno scorso, con il cratere aquilano dove si è verificato l’evento sismico più significativo di questi ultimi anni.
Una seconda marcia partirà da Roma il 14 giugno per convergere a L’Aquila, dove le due marce arriveranno insieme il 22 Giugno.
Attraverseremo i territori di comuni che hanno nella loro storia la memoria di devastanti terremoti, come Gubbio (dove mi trovo in questo momento), Assisi, Foligno e poi Nocera, Camerino, Norcia e Avezzano nel percorso del ramo Ovest.
La Lunga Marcia per L’Aquila è (nei due percorsi) organizzata dalle Associazioni Movimento Tellurico e Circolo Naturalistico Novese in stretta collaborazione con Legambiente (Modena) e Federtrek e si propone come scopo

non solo di portare a L’Aquila la nostra solidarietà e quella delle comunità che incontreremo, ma anche coinvolgere gli abitanti, le istituzioni e soprattutto le scuole delle città che attraverseremo in un vasto dibattito sulla prevenzione dei danni provocati dai terremoti.
Fra le nostre proposte c’è infatti che venga approvata una legge che preveda l’integrale deducibilità dall’imposizione fiscale delle spese effettuate dai privati per la messa in sicurezza antisismica degli edifici.

Nell’apprendere che il Governo aveva finalmente inserito anche le opere per la messa in sicurezza antisismica fra quelle che potranno usufruire del bonus fiscale non abbiamo che potuto apprezzare tale decisione (che ho immediatamente attribuito alla tua presenza nella commissione).

Tuttavia riteniamo che la messa in sicurezza antisismica (come quella per la messa in sicurezza dal dissesto idreogeologico) non vada messa sullo stesso piano di una ristrutturazione qualsiasi, sia pure per risparmio energetico.

Infatti chi interviene con onerosi interventi antisismici non lo fa solo per interessi propri MA ANCHE nell’interesse comune. Una casa che non crolla infatti non fa morti e non richiede le successive onerosissime spese per la ricostruzione (a partire dallo sgombero dei calcinacci)

Inoltre un grande progetto nazionale per la messa in sicurezza del territorio dai rischi del dissesto idrogeologico e per una seria prevenzione antisismica sarebbe un motore inesauribile per una BUONA CRESCITA diffusa sul territorio, con migliaia di cantieri che potrebbero dare lavoro a centinaia di migliaia di lavoratori (e meno infiltrabili dalla mafia come le cosidette grandi opere, Ti ricordi cosa ha detto Don Ciotti a Bari a proposito del ponte di Messina…) Questa sarebbe davvero una grande opera da fare subito!

Cercheremo di formare un comitato (fra tutti i contatti che abbiamo stabilito quest’anno nel corso di questa “semina” per una proposta di legge d’iniziativa popolare che renda deducibili al 100% le spese di messa in sicurezza antisismica e senza termine di scadenza.

NOI PARTIREMO IL 14 GIUGNO DA PIAZZA SEMPIONE PER LA PRIMA TAPPA DELLA LUNGA MARCIA PER L’AQUILA (DA ROMA) E CI PIACEREBBE DAVVERO AVERE UN INCONTRO IN QUELL’OCCASIONE.

In ogni caso mi farebbe piacere poterTi illustrare l’iniziativa nei particolari (in ogni caso trovi notizie su www.lungamarciaperlaquila.it e su Facebook

Un cordiale saluto e scusa la lunghezza della mail,

Enrico Sgarella

 

La risposta di Ermete Realacci:

Caro Enrico,

sì, mi aveva anticipato tutto Vittorio! Grazie del messaggio e complimenti per la bella iniziativa. Condivido le tue osservazioni e come vedrai dal testo della risoluzione approvata in VIII Commissione Ambiente l’impegno del Governo è quello di estendere lo sgravio agli interventi per la sicurezza antisismica. Il mio impegno perciò ci sarà anche in Aula in sede di conversione del decreto affinché la misura per la sicurezza contro i terremoti divenga legge.

Buona marcia e un abbraccio!
Ermete

Realacci ha gentilmente allegato alla sua risposta anche il documento della risoluzione approvata: per scaricarne una copia in formato Word clicca qui:
Realacci – Risoluzione approvata